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Giorno 21 · Tappa 16

Lepe → Huelva

Benvenuti in Spagna

21 febbraio

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4 min di lettura
37,6 km
84 msalita
82 mdiscesa
61 mpunto più alto
6 h 27in cammino
🌤️ 20 °CMeteo

Nella tappa di oggi restiamo ancora nell'entroterra. Abbiamo trovato un bel percorso da Lepe a Huelva che non passa troppo lungo le strade grandi. Visto che oggi saranno più di 30 chilometri, alle otto meno dieci siamo già fuori con gli zaini in spalla, pronti a partire. Arriviamo presto sulla vecchia ferrovia. Comincia appena a fare un po' di luce; qui succede un'ora più tardi che in Portogallo. Subito un bel tratto lungo campi e terreni sabbiosi. Molte case in campagna hanno cani da guardia che girano nei cortili ben recintati. E allora sono subito cinque o giù di lì, e di solito belli grossi. Fanno bene il loro lavoro e ci fanno capire a gran voce che non dobbiamo avvicinarci… Ogni tanto ci prendiamo un bello spavento quando l'ennesimo gruppo si lancia contro il cancello. Ma per lo più qui in campagna le cose vanno molto più tranquille. Vediamo conigli saltellare nei prati e spesso ci fa compagnia un'upupa. Ha un verso simpatico che ci ricorda un po' il cuculo che l'anno scorso ci ha guidato attraverso le Ardenne. Ogni tanto vediamo l'upupa anche volare di ramo in ramo. Con la sua bella cresta e il becco lungo è un uccello facile da riconoscere. Il sole si fa vedere sempre più spesso e comincia già a fare piuttosto caldo.

Dopo il paesino di Cartaya lasciamo la ferrovia e da qui seguiamo un canale: il Canal del Piedras, ovvero il canale delle pietre, che porta acqua dolce in una vasca di cemento dall'omonimo bacino artificiale fino a Huelva. Intanto abbiamo fatto 15 chilometri in 3 ore. Sulla mappa vediamo che ci stiamo già avvicinando a metà percorso, quindi è ora di una pausa. Il canale si allontana presto dalla strada e si inoltra nella natura, e troviamo un bel posticino al sole per le nostre sedie. Dopo il ‘break’ camminiamo a lungo attraverso gli splendidi boschi così tipici di questi terreni sabbiosi. Conifere, ginestra gialla e bianca e la Romulea Bulbocodium, di un viola tenue. Un fiorellino minuscolo della famiglia delle iridi che qui è molto diffuso sul suolo dei boschi asciutti. Noi non lo conoscevamo ancora. Da un lato del canale c'è una stradina asfaltata, dall'altro un sentiero sabbioso nel bosco. Dopo un po' di asfalto scegliamo comunque il sentiero di sabbia, che è un po' più morbido per i piedi e le articolazioni. Si cammina benissimo e il sentiero ci porta presto ad Aljaraque. Attraversiamo la cittadina per ritrovare dall'altra parte il paesaggio che ormai conosciamo bene. Una zona umida che scende verso il fiume Odiel. Dobbiamo attraversarlo su un lungo ponte per arrivare a Huelva. Ma… Quando arriviamo al ponte scopriamo che è in ristrutturazione ed è chiuso al traffico e ai pedoni. Il ponte accanto è solo per i veicoli e a piedi non si può attraversare. Proviamo ancora in fondo alla lingua di terra su cui ci troviamo, ma lì c'è soltanto un circolo di canoa. Tra il nostro spagnolo stentato e il loro inglese stentato capiamo che non c'è modo di arrivare a Huelva a piedi. Che rabbia, perché girare intorno all'insenatura fino al ponte successivo non è proprio un'opzione. L'unica possibilità è tornare a piedi a Corrales e prendere l'autobus per l'altra sponda. Sono già passate le 17, ma per fortuna l'autobus c'è ancora. Ci porta poco meno di 5 chilometri più in là, fino all'altra parte del ponte. Alla prima fermata dall'altra parte una signora gentile ci indica la strada per l'hotel. Dopo questa lunga tappa siamo contenti quando arriviamo, un quarto d'ora dopo. Ci scoccia parecchio aver dovuto fare la traversata in autobus, ma siamo contenti di poter far riposare un po' le gambe. Finora la Spagna è un paese pieno di sorprese… ;-)

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