Oggi ci aspetta una tappa tra le colline della Spagna meridionale. Ci svegliamo in un hotel inaspettatamente carino a El Cuartón. Si trova lungo la grande strada di scorrimento, ma è arredato con fascino, con vecchi oggetti di legno e un caminetto acceso nella hall. Mesón de Sancho, un bel posto. Dobbiamo ripercorrere per un tratto la strada trafficata, e stamattina c'è parecchio traffico. Per fortuna troviamo un piccolo sentiero proprio accanto alla strada. Anche se a volte per seguirlo bisogna arrampicarsi un bel po', si cammina meglio che accanto alle auto che sfrecciano. Dopo un chilometro e mezzo possiamo svoltare a sinistra lasciando la strada, verso le colline. Imbocchiamo una strada sterrata in leggera salita. All'inizio la strada passa accanto ad alcune case e a un prato con panche da picnic e barbecue; poco più avanti entra nei boschi. All'inizio di questo sentiero c'era un divertente cartello di divieto: in questa zona è vietato costruire edifici abusivi haha. Quindi meglio non farlo ;-) Avevamo già notato più volte che la mappa indicava un parcheggio o un bosco da qualche parte, mentre noi camminavamo decisamente tra le case. Soprattutto proprio a ridosso delle dune era capitato spesso. Qui, quindi, è doppiamente vietato.
I boschi che attraversiamo sono fatti quasi interamente di querce da sughero. Alberi splendidamente bassi ma vecchi formano un bosco in pendio dove ora il sole filtra generoso tra i rami piuttosto spogli. Il terreno è coperto di fioriture primaverili di un verde fresco, con tanti fiori viola, ma anche gialli e bianchi, e giovani felci che cominciano a spuntare tra il fogliame. Primavera vera! Le querce sono già state ben scortecciate per pavimenti, sottobicchieri o bottiglie di vino, perché ogni albero è spoglio nei due metri più bassi. Quindi vengono ancora usate per la produzione.
Seguiamo questa strada per la maggior parte della tappa. Incrociamo qualche volta un'auto, qualche escursionista e più spesso dei ciclisti. All'inizio il percorso sale, nella seconda metà scende di nuovo. In quest'ultimo tratto i boschi si fanno più aperti e più volte abbiamo una vista splendida sulle colline, sulle valli e sul mare. E ben visibile al centro, riconoscibile dalla grande rocca, Gibilterra. Mentre guardiamo la penisola, decine di avvoltoi volteggiano intorno a noi. Sopra di noi, all'altezza degli occhi e, visto che qui siamo piuttosto in alto, a volte riusciamo perfino a vederli sotto di noi. Che uccelli grandi e impressionanti!
È bellissimo essere di nuovo nei boschi e tra le colline, ti dà energia. Ma salire e scendere costa anche parecchia energia, quindi gli ultimi 6 chilometri, tra paesini, pascoli e un laghetto, pesano un po' sui piedi. È stata una tappa splendida, ma siamo contenti di poter far riposare un po' i piedi stasera. Curiosi di vedere domani....









