Quando ci svegliamo nella nostra tendina, comincia proprio a piovere. Guardiamo Buienradar, che per fortuna funziona anche qui in Spagna, e vediamo che pioverà almeno fino alle 10. Per un attimo siamo indecisi se girarci dall'altra parte e restare sdraiati, ma per tutta la notte un gallo con il jet lag ci ha deliziato con il suo chicchirichì, quindi, per quanto allettante, decidiamo comunque di proseguire fino al prossimo campeggio. Abbiamo tracciato un percorso vario, che parte nell'entroterra e poi segue la costa. La tenda è fradicia quando la smontiamo, ma per fortuna non piove più così forte. Pioviggina appena quando lasciamo il campeggio e camminiamo il primo chilometro lungo una grande strada. Ci sono tante pozzanghere, ma per fortuna gli spagnoli le aggirano larghe. Lasciamo la strada grande e imbocchiamo una strada sterrata. Qui spesso sono normali strade di passaggio lungo le case. C'è un po' di traffico che anche qui cerca di schivare le buche piene d'acqua. Una signora gentile che sta accompagnando il figlio a scuola, dopo averci superato, si ferma, fa retromarcia e ci chiede se vogliamo un passaggio. Gentilissima, ma rifiutiamo il passaggio. Non avremmo voluto farle questo, noi con i nostri zainoni e l'abbigliamento antipioggia bagnato. Poco dopo, per fortuna, smette di piovere e usciamo dall'abitato.
Camminiamo in un bosco con tante querce a cui sono stati tolti i 2 metri più bassi di corteccia. Sono le querce da sughero, alberi vecchi e belli da vedere. I sentieri di sabbia rossa spiccano sul verde intenso degli alberi e sull'erica in fiore ai bordi. Poco più avanti proseguiamo per qualche centinaio di metri su una strada asfaltata e poi giriamo di nuovo a destra in un bosco. All'inizio del sentiero vediamo un cartello con una scritta che la nostra app di traduzione traduce come 'vietato portare via ananas'. Siamo in mezzo al bosco, quindi non dovrebbero esserci problemi 😉. Per sicurezza traduciamo anche il secondo cartello che incontriamo: 'coto privado de caza', cioè stiamo entrando in una riserva di caccia privata. Questo è un po' più complicato, ma Google ci dice che ci si può passare a piedi e che in Andalusia la stagione di caccia dovrebbe essere appena finita. Siamo comunque contenti dei nostri coprizaino arancione fluo, che ci rendono un po' più visibili. Per fortuna non incontriamo né cacciatori né cani da caccia, ed è un tratto di natura stupendo. Questo bosco arriva fino alla costa, qualche chilometro più avanti. Attraversiamo per un breve tratto una zona di dune e ci ritroviamo in cima a una splendida scogliera con vista sull'oceano. È sempre uno spettacolo grandioso...
Si fa vedere perfino un po' di sole. Seguiamo il sentiero in cima alle scogliere e arriviamo alla cittadina di Fuente del Gallo, dove purtroppo, per l'alta marea, non possiamo camminare sulla spiaggia e dobbiamo proseguire attraverso l'abitato. Quando un po' più tardi torniamo al mare, si alza il vento e comincia a piovere forte. La temperatura scende parecchio. Camminiamo per un tratto sulla spiaggia finché non troviamo un fiume che qui sfocia nel mare, il Rio Salado. Lo attraversiamo su un ponte e da qui continuiamo per qualche centinaio di metri più all'interno, tra le dune. Ormai fa piuttosto freddo e piove a catinelle. Allunghiamo il passo per tenerci un po' caldi, finché non incontriamo un altro fiume che scorre sulla spiaggia. Vediamo i resti di un ponte, ma per il resto nessun modo per passarci sopra o girarci attorno. Le scarpe sono già completamente fradice, quindi la scelta è presto fatta: lo attraversiamo dritti. Con l'acqua sopra i polpacci guadiamo fino all'altra sponda. Meglio accelerare ancora un po' per arrivare prima al campeggio. Con il tempo burrascoso ci sono onde alte sull'oceano e sulla spiaggia si vedono tanti surfisti. Nel parcheggio che attraversiamo ci sono parecchi camper e auto con le tavole da surf. Al riparo del portellone posteriore di uno dei furgoni, un surfista se ne sta su una sediolina, gambe all'aria e pentolino sul fornellino, e ci chiama. Ci chiede se ci vanno degli spaghetti e indica la pentola. Molto allettante, ma siamo completamente fradici e intirizziti, quindi purtroppo dobbiamo rifiutare anche questa offerta così ospitale. Ma oggi si vede di nuovo bene quanto sia gentile la gente! Mancano ancora circa tre chilometri al campeggio, quasi tutti su una stradina lungo l'oceano con tantissimi ristorantini e baretti chiusi. Dividiamo la costa con i surfisti e con qualche altro camminatore. Siamo contenti quando arriviamo al campeggio e la tendina è montata. Per fortuna la doccia è calda e il sacco a pelo ancora asciutto, quindi in men che non si dica siamo di nuovo al calduccio nella nostra tenda sistemata. Parecchie cose negli zaini si sono comunque bagnate, quindi speriamo che domani ci sia il sole per far asciugare tutto. La prossima volta, con il brutto tempo, prenderemo qualche precauzione in più quando prepariamo lo zaino...









